SUPREME

UN CASO DI SUCCESSO

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Storia

Supreme nasce come uno skateboarding shop a New York nel 1994.
Cosa ha reso grande il brand all’inizio? James Jebbia, il fondatore si rese conto che gli Skater di NYC indossavano vestiti da Skate relativamente economici affiancati da capi di abbigliamento d’alta moda come ad esempio Gucci.
Agli skater piaceva la moda, ma quest’ultima non rappresentava al 100% il loro modo di essere.
Serviva quindi un brand che diventasse un simbolo, prestigioso, costoso ma studiato ad hoc per i giovani, che li rappresentasse.
Jebbia quindi fece quello che spesso avviene nel marketing, si guardò intorno, iniziò ad imitare lo stile di vari brand, creò una sua linea e ci applicò il proprio brand: Un rettangolo rosso con la scritta Supreme in Futura Italic. (Fortemente ispirato alle opere dell’artista americana Barbara Kruger).

I Shop Therefore I Am

Il design e il layout del negozio di NYC erano stati pensati per gli skater, con i vestiti tutt’intorno al negozio e al centro uno spazio vuoto come se fosse una pista.
Si poteva entrare con lo skate nel negozio e sentirsi a proprio agio in quell’ambiente.
Lo stile inconfondibile dello store newyorkese iniziò a far parlare di sé in quel settore a cui negli anni ’90 si rivolgevano con forte interesse marchi come Nike e Adidas, per via della diffusione della cultura hip hop partita nel decennio precedente che permeava in pieno gli ambienti frequentati dagli skater e, più in generale, il loro mood.

Oggi il brand underground è divenuto un vero è proprio culto, un desiderio che si vende da solo.

Cosa funziona per Supreme?

Supreme funziona grazie alla rarità e al prezzo decisamente alto.
Producendo ogni tot solo un certo numero di prodotti crea un’offerta inferiore alla domanda (proprio come fa Ferrari) e questo va a creare un aumento della domanda.
Supreme quindi funziona grazie al fenomeno dell’Hype, ovvero riesce a creare un’enorme tensione prima dell’uscita della sua nuova linea di prodotti ed essendo difficili da reperire grazie alla loro scarsità fa si che si crei un fenomeno frenetico tra i fan per riuscire ad accaparrarseli prima che finiscano.
Il successo di Supreme sta quindi nell’aver trovato la propria fascia di mercato ed aver lavorato producendo esclusivamente prodotti in Limited Edition.
Esistono inoltre solo 11 negozi ufficiali Supreme in giro per il mondo.

Per Supreme funziona la teoria dell’economista di fine 1800 Thorstein Veblen

La proprietà privata non risponde solo a necessità di sussistenza, ma va interpretata come un segno di distinzione e di prestigio sociale che si aggiunge alle qualità personali. Per questo la ricchezza non viene solo accumulata, ma mostrata in società attraverso l’ostentazione di beni costosi; ciò porta anche ad un singolare gusto, per cui il valore estetico di un oggetto è legato strettamente al suo costo economico.

 

Veblen Good Curve

 

Veblen inoltre sostiene che un bene di lusso aumenta la propria domanda all’aumento del proprio prezzo, diversamente da un bene comune che al salire del prezzo vede scendere la domanda.

Indossare un abito della Supreme infatti è un’affermazione sociale, un modo per “tirarsela” per dimostrare qualcosa, è uno status symbol.

Strategia di Web Marketing:

 

Si esatto, Supreme non spende quasi nulla in advertising.
💻 GOOGLE ADS? No.
Il 99.92% del traffico sul sito è organico.
Il brand è percepito come un qualcosa che unisce le persone. Una cultura sub-urbana che lega chi ne fa parte.
Si pensi che su Facebook esistono gruppi appositi in cui si discute del Brand. Uno in particolare, conta circa 100k membri ed è il principale gruppo per il reselling.

💰 RESELLING.
Com’è possibile che un capo d’abbigliamento possa essere rivenduto con un ricarico pari fino al 1000%?
Edizioni limitate, scorte limitate! Quando un prodotto vende bene, solitamente si pensa: “cazzo ragà, qua è tutto sold out dopo 15 secondi, mandiamo in produzione altre copie”.
Supreme no. Supreme è piuttosto disciplinata. Supreme crea senso di urgenza e di desiderio. Il consumatore Supreme cercherà di comprare la felpa il più rapidamente possibile appena viene annunciata l’uscita della nuova collezione.
Vuole sentirsi speciale.

📧 EMAIL MARKETING:
avete presente l’email di “Giulia di Zalando” che anche la tua casella postale ha capito che non ti interessa e te la mette direttamente in spam?
Ecco, l’email marketing di Supreme è totalmente l’opposto:
➡ Sul sito web vi è solo un richiamo al sign up, anche mezzo nascosto. Sei tu a voler farne parte perchè hai bisogno di sapere quando uscirà la nuova collezione altrimenti rimani con le mani in mano.
➡ Dal momento in cui inserisci l’email, non verrai considerato neanche di striscio. Ti sentirai appeso ad un filo, lasciato li ad aspettare il salvatore. Non verrai bombardato di notizie inutili. Supreme ti contatterà solo per avvisarti dell’uscita della nuova collezione.

👥 COLLABORAZIONI:
Con un following su Instagram di circa 9.5mln di utenti, Supreme fa da specchietto per le allodole. Con una lista di precedenti collaboratori contenente nomi come Drake, Lady Gaga e Kate Moss, mi sembra chiaro che chiunque sarebbe disposto a posare per il brand dal rettangolo rosso.
Il ritorno maggiore, oltre all’enorme esposizione è dato dalla possibilità di affacciarsi in nuovi mercati da penetrare.
Perchè li chiamo collaboratori e non influencer? Perchè è proprio questo che sono. Supreme stabilisce con le celebrità relazioni autentiche. I prodotti vengono ideati e disegnati insieme. Durante la ricerca delle persone con cui collaborare l’attenzione cade presto sui valori, principi e maggiormente sulla cultura che delinea il personaggio.

Cosa abbiamo imparato da Supreme?

  • Trova la tua fetta di mercato
  • Studia e crea prodotti imperdibili per la tua nicchia
  • Crea edizioni super limitate
  • Pompa l’hype per l’uscita delle nuove linee
  • Alza il prezzo
  • Fai parlare di te
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